Da Favorite Places a Goggles: l’evoluzione di Google tra Qr Code e Augmented Reality
È dell’inizio della scorsa settimana il lancio da parte di Google di un nuovo straordinario strumento per la fruizione della realtà aumentata su dispositivi Android 1.6+: Google Goggles. Questo lancio avviene a distanza di pochi giorni dall’iniziativa dell’integrazione di Favorite Places sulle Google Maps.
L’innovativa idea di Google Goggles prevede la possibilità di trovare informazioni semplicemente scattando una foto ad un oggetto/ luogo di particolare interesse attraverso il proprio smartphone. Si tratta di un’idea ancora in fase sperimentale che prevede la possibilità di riconoscere e ricercare informazioni utilizzando come chiave di ricerca non più una combinazione di parole chiavi, ma una foto. È un’applicazione di ricerca visiva che può essere integrata con le Google Maps permette di conoscere rapidamente anche altre informazioni relative alla zona dove il punto di interesse fotografato si trova, e Goggles fornisce anche delle informazioni sulle aziende vicine a dove ci troviamo, mostrando i loro nomi direttamente nell’anteprima della fotocamera
Il funzionamento è estremamente semplice: l’utente non deve far altro che scattare una foto dell’oggetto desiderato e inviarla a Google. La scansione dell’immagine viene automaticamente convertita in una query da sottoporre al motore di ricerca. Non occorre scrivere o scegliere altro: semplicemente il motore “vede” l’oggetto, lo cerca e restituisce all’utente le informazioni ricavate.
Per il momento sono solo sette le categorie su cui Google promette di fornire risultati apprezzabili: monumenti, libri, informazioni di contatto, opere d’arte, luoghi, vini e loghi. Per ognuna di queste categorie, infatti, Google ritiene oggi di avere a disposizione un numero sufficiente di informazioni e di immagini sulle quali effettuare i confronti per restituire le risposte cercate.
Ad esempio, promettono che fotografando una bottiglia di vino, se ne otterranno informazioni sul gusto, immortalando un monumento se ne otterrà la storia, fotografando una strada di una qualunque città se ne otterrà il posizionamento geografico o addirittura il riconoscimento istantaneo.
Perché il sistema funzioni al meglio, è necessario che l’immagine venga scattata alla massima definizione possibile. Lo scanner si mette subito in azione e in pochi secondi il risultato è a portata di lettura. L’applicazione è già scaricabile da Internet a titolo gratuito (l’unico costo correlato è per il traffico e dipende quindi dall’abbonamento) e per il futuro è prevista una versione di Google Goggles anche per piattaforma iPhone.
Non dimentichiamo sempre di questo anno il lancio dell’iniziativa di Google relativamente alla innovativa tecnologia di Favorite Places, servizio che si avvale dell’ausilio delle Google Maps e della nascente tecnologia QRcode. L’accesso a questo tipo di tecnologia potremmo definirlo di casta, infatti per il momento si tratta dell’individuazione dei luoghi di interesse preferiti dalle star, ma ciò non togli che nel futuro questo possa essere esteso anche ai nostri “favorite places” .
Anche il funzionamento in questo caso è molto semplice: il punto di interesse segnalato viene contattato dallo stesso Google che fornisce loro già il QR Code contenente il link alla pagina web contenete tutte le informazioni dell’esercizio specifico.
Questo codice, esposto nel locale, viene inquadrato con la fotocamera del proprio smartphone e con gli applicativi di lettura disponibili sul web, viene decodificato per permettere l’accesso alle informazioni.
Con entrambe le iniziative Google sta dando una spinta diversa per l’evoluzione della visibilità sul web, spinta da non ignorare per ottenere posizioni di rilievo rispetto ai propri competitors.
A cura di Rosellina Narcisi.
Ringrazio personalmente la Narcisi per l’ottimo approfondimento su un tema, la realtà aumentata appunto, molto in voga ultimamente e che sarà sicuramente un osservato speciale nel 2010 per quanto concerne le nuove tecnologie applicate al turismo.

